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Teramo 2020 - La città del futuro
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Lo scenario
 

 

 La migliore definizione che posso dare del Piano strategico è che è un documento di programmazione che delinea  le tappe di sviluppo della città e del suo territorio da oggi al 2020 realizzato attraverso un metodo ed un processo teso ad aggregare e coinvolgere tutta la comunità locale in una riflessione sul proprio futuro e sulle azioni e progetti per realizzarlo.

Nel Piano c’è un riferimento temporale forte e ragionare sul 2020 vuol dire guardare lontano. 
Questo è uno dei punti più interessanti perché a mio giudizio, corregge uno dei vizi consolidati della politica, degli attori istituzionali ed associativi. Qual è questo vizio ?

Gli attori locali producono beni e servizi pubblici, fanno investimenti in certe direzioni e  li fanno, troppo spesso, calibrati su quello che si chiama ciclo politico o elettorale. Cioè significa che gli attori locali sono costretti a ragionare in termini che sono temporalmente scanditi dal loro mandato.

Anche con le migliori intenzioni, è assolutamente normale che si privilegino investimenti i cui risultati si vedono in tempi elettoralmente utili a scapito di investimenti, magari riconosciuti da tutti come molto importanti, ma i cui risultati si vedranno molto più tardi o peggio ancora si vedranno nel momento in cui qualcun altro ne godrà i frutti. Anzi, accade spesso che un progetto strategico ambizioso che richiede risorse finanziarie importanti, un iter lungo e difficile non venga neppure intrapreso.

 Questa è una cosa abbastanza di senso comune. La cosa un po’ meno di senso comune, ma altrettanto importante, è che ciò non vale solo per i politici ma anche per gli attori pubblici associati. Ho visto tanti Sindaci che hanno interpretato il loro essere eletti direttamente con la coincidenza del loro programma con il loro mandato. Alla fine sono state fatte parecchie piazzette, un po’ di arredo urbano, molti marciapiedi ed asfalti ecc., perché quelle sono cose che si riescono a fare agevolmente e si vedono subito.

La pianificazione strategica al 2020 corregge questo vizio perchè costringe a capire come si vuole che Teramo sia tra dieci o quindici anni tracciandone metodologie e progetti. Ovviamente non è giuridicamente cogente e potrà essere adeguato nel corso degli anni alle eventuali mutate esigenze ma fissa degli obiettivi e, nell’ipotesi minimale, permetterà di dire al Sindaco di Teramo o al Presidente della C.C.I.A.A. o al Presidente della Provincia  o ai Presidenti delle associazioni di categoria ovvero ancora ai Presidenti delle Fondazioni ad esempio “se tu hai accettato l’idea che Teramo deve diventare città della cultura, della formazione, della conoscenza, allora perché gli investimenti stanno andando tutti in altra direzione ?

Un altro punto forte del Piano Strategico è rappresentato dalla produzione di un bene pubblico di tipo immateriale che è il dialogo e la visione consensuale attorno a certi obiettivi . Il Piano, infatti, torna a dare respiro alla progettualità locale, gli da un respiro temporale e ciò non è poco perché vuol dire che il piano strategico va al di là dell’elezione diretta del Sindaco.

Il Piano Strategico, infine, è un tentativo per dare una risposta alla domanda che sentiamo circolare all’interno della nostra comunità, che è una domanda di ispirazione, una domanda di disegno di futuro condiviso, una domanda di politica con la “p” maiuscola che non si esaurisca sulle buche e sugli asfalti, sui marciapiedi e sulle cosiddette aree verdi.Come fare a dare una risposta a queste domande ?

Mi sono detto: ce la possiamo fare se promuoviamo un dibattito e la cooperazione tra soggetti diversi. Nel Piano strategico ci sarà il respiro della politica vera, quella del confronto sui temi dello sviluppo, sulle progettazioni infrastrutturali, sulle grandi scelte, a meno che non si pensi – e purtroppo ciò che dirò è un fatto degenerativo di un modo di far politica nella nostra città che ancora non segna compiutamente il passo – che fare politica sia vedersi in quattro o cinque notabili e sempre quelli e poi ipocritamente esaltare la “partecipazione”, il “confronto allargato” ecc.. 

 In definitiva, con il Piano Strategico vorrei proporre un cambiamento di orizzonte della politica locale, anche temporale, con il quale bisogna per forza fare i conti; chi rifugge da questo nuovo orizzonte si fa del male e, quel che più conta lo fa alla città. E quella città è Teramo, 52.000 abitanti, 153 Kmq di territorio comunale, città “anatra” (ovvero arretrata per il CENSIS), ma dalle grandi potenzialità che ha una grande voglia di riscatto.

Gianni Chiodi

 

Presentazioni in formato PDF

Le criticità e le opportunità (7.96 Mb)

Una Città in movimento (9.07 Mb)

( Necessitano di Acrobat Reader per essere visualizzate )

 

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Link venerdi 26 ottobre - presentazione della versione finale del Piano Strategico
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A decorrere dal 29 giugno 2007, la Città di Teramo è ufficialmente membro della Rete delle Città Strategiche (ReCS). L'Assemblea, riunita a Torino, ha accolto la domanda di adesione presentata dall'Amministrazione Comunale di Teramo.
spazio email: pianostrategico@comune.teramo.it   
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